Chi ben (ri)comincia…!!

Mi aspettavo una riunione di carbonari, dove regolare i conti prima di dire una sola parola sul domani. Niente di più sbagliato: all’Hotel Corallo di Rimini si è vista invece una comunità che ancora si ritrova, che ancora ha voglia di fare politica. Sul palco due persone che hanno una amicizia antica e un lunga militanza assieme. Storace e Gianni Alemanno, insieme a Dau e Di Lorenzo.

Quanti anni di divisione sono passati ? Molti e non ingiustificati. Non aderimmo mai al PDL e fummo oppositori tenaci: a Roma come a Cesenatico. Fa un certo piacere rivisitare quel periodo e vedere che non ci eravamo sbagliati; nella Capitale come da noi al paesello.

Il problema si chiama destra nazionale politica. Ora è ridotta al lumicino, nonostante sia ancora capace di appassionare, di riempire le sale riunioni e le pagine dei social. Balcanizzata e ininfluente come tutti sappiamo. Anche la supposta autosufficienza di Fratelli d’Italia fa sorridere: un partito che alle amministrative non esce da Roma (non fa il consigliere a Bologna, ma nemmeno a Milano e Napoli) e ha la prospettiva, nella più rosea e remota delle ipotesi, di passare da 11 a 13 parlamentari. Alleanza Nazionale ne aveva 150. Solo Lega abbia al nord una sua struttura. Il resto zero. Solo capi bastone senza circoli e senza voti, nominati dai movimenti. C’è da ripensare tutto, rivolgendosi a quei 10 milioni di italiani che, giustamente, non votano più. Senza una destra per chi dovrebbero votare ??

L’incontro era ovviamente improntato sul referendum che si terrà a breve sul quale non mi esprimo, poiché non aderente alla linea di area. Ma si è parlato di destra e della sua rappresentanza. Di come ci siamo lasciati scippare i temi a noi cari: sul partitismo, sul comunismo, sulla casta, sull’immigrazione clandestina. Ieri da Bossi, poi da Berlusconi, poi da Grillo, poi da Salvini. Per troppi anni abbiamo pensato ad entrare nelle coalizioni e oltrepassare gli sbarramenti (fallendo) e ci siamo dimenticati di ciò che eravamo ed esprimevamo. 

Da domenica 20 novembre, dal teatro Adriano di Roma, dovrebbe partire una proposta nuova. Una destra inclusiva. Basta veti, basta litigi, basta vecchi tromboni, basta faide. Fare politica con quello che si ha da dire alla gente, senza il patema delle elezioni e delle alleanze. Come spero si avveri… .

Alemanno ha avuto modo di raccontare della sua vicenda, che lo sta vedendo ripristinato nell’onore, di Mafia capitale. Di come lo si sia macellato scrivendo sulla prima pagina del Messaggero che nascondeva soldi in Argentina (da quando è paradiso fiscale?). Di come le smentite dei magistrati fossero il giorno successivo in un trafiletto a pagina 8. La sera a cena non ho mancato però di dirgli: “magari alcuni del suo movimento…quando portano i saluti di Gianfranco Fini…li portino alla loro sorella”. Mi ha risposto: “è la prima cosa che gli ho detto anche io”. Quindi…anche quel capitolo lì…

Vedremo cosa nascerà, come sarà. Se avrà una faccia nuova autentica. Sul territorio, anche se pochi, ancora esistiamo. L’organizzazione è affidata a una vecchia pellaccia come Claudio Dau, che vanta una decennale militanza a destra e una visione lucida dei meccanismi della politica, oltre ad essere un amico.

Vedremo…..noi ci siamo.

 

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